Gli amici del treno

Quanti di voi prendeno il treno quotidianamente? Quanti il regionale nelle ore più affollate? Bene oggi vi parlo di loro, gli immancabili amici del treno! Dopo tutto dicono che il rapporto di amicizia si può vedere dalla nostra prossemica (ossia distanza fisica che manteniamo dagli altri) e io con molti di loro ho condiviso lo stesso spazio vitale che hanno le sardine in scatoletta! Per cui lascio lo spazio alle anime del treno.

Nino

Parto da Nino (ovviamente tutti i nomi sono inventati perchè abbiamo condiviso ossigeno e speranza di tornare a casa, ma non le nostre identità). Nino è l’uomo a cui dedico la vita un viaggio di sera, ha fatto molto più di supportarmi, mi ha pure sopportato perchè Nino è colui che mi ha letteralmente tenuto sui suoi piedi per un’ora e 10 minuti di viaggio!

Angelica

Angelica è la classica signora anziana e sbadata. Una mattina di settembre io e Angelica riuscimmo a sederci in un carrozza. O meglio io mi sedetti sul sedile e lei mise metà del suo corpo su di me e solo l’altra metà sul sedile. La docile signora, oltre a russare mentre dormiva, era anche una simpatica chiacchierona. Non potrò scordare il colpo che mi fece prendere quando, svegliatasi improvvisamente, mi chiese il suo coltello. Fortunatamente dimenticato a casa!

Silvia

Silvia è la ragazza che avevo accanto il mese scorso all’ora di pranzo. La ringrazio della sua gentilezza: mi chiese se volessi un panino. Rifiutati cortesemente ma mi scappò anche un riso: mi sembrava assurda la situazione! Purtroppo da lì i nostri rapporti si sono incrinati perchè non ha più voluto rivolgermi la parola!

Giuliano

Giuliano è un tipo invadente. È quello che ti fissa così a fondo che pensi di avere qualcosa che non va. Oppure che ti stia passando ai raggi x. Con i tipi come Giuliano non ho pazienza, lo ammetto. Genericamente li fulmino con lo sguardo per fargli capire che mi stanno irritando. Ma Giuliano mi ha stupito. Quel giorno ero seduta vicino ad una mia amica e chiaccheravamo allegramente. Giuliano, dopo avermi schermato, si gira e improvvisandosi un po’ psicologo dice al suo compagno ” a volte mi piace guardare la gente per capire come si relaziona”.

Romeo e Giulietta

Questa volta è colpa mia. Mi sono seduta nella postazione a quattro con loro, senza farci caso. Ma Romeo e Giulietta non si possono non notare. Il loro amore è così forte che non possono aspettare, devono scambiarsi effusioni e palpate in pubblico incuranti. Forse non hanno conosciuto Giuliano, o forse non gli importa.

Annalisa

Annalisa spunta sempre quando devi fare qualcosa. Tipo ripassare o studiare in treno. Annalisa è la guru del gossip. E non solo, che sia al telefono o in compagnia di qualcuno, è così generosa che tiene il volume della voce talmente tanto alto che forse anche nelle carrozze a fianco possono beneficiare delle sue notizie.

Claudio

Claudio è il ganzo della situazione. Lui parla 10 lingue diverse al telefono, ha sempre da fare e ha mille valigie. Mille valigie ovunque: sui 3 sedili -da lui non pagati- e anche su di te se può. Litiga con tutti, ma tu in fondo gli vuoi bene perchè anima la carrozza.

Serena

Serena ha problemi di vescica. È quella che in genere hai di fianco e si mette dalla parte del finestrino, facendoti alzare ogni due secondi perchè deve passare, ma non si può fare cambio posto! È quella che, seduta nella carrozza, viene nel nostro scomparto, dove siamo tutti in piedi (io su Nino) stipati e chiede permesso. E così Nino sale su Alessio, Alessio su Maria e Serena ha il suo corridoio per andare in bagno.

Altri

Ringrazio poi i veri compagni: quelli che ti chiedono cosa studi e inizi a chiaccherarci; quelli che guardano i film senza cuffie di fianco a te e quindi ne approffitti anche tu; quelli simpatici nei momenti difficili,quando il treno si ferma e vedi il fumo dalla carrozza prima della tua, e ti strattappano un risolino; quelli espansivi che ti danno consigli di vita; quelli che ti chiedono di tenergli la borsa o mettere il cellulare sottocarica ed infine quelli che ascolatano la musica drammatica la sera, quando fuori dal finestrino non vedi nulla, e danno la giusta atmosfera.

Grazie a tutti loro e a voi buon viaggio!

-Mirtilla

Il bozzolo dormiente

Nella mia esistenza, tra morosi, amici e fratelli ho avuto l’ebrezza di dormire con diversi tipi di persone e per questo penso, data la mia esperienza, di poter raggruppare i dormitori in 5 categorie.

1_ IL BOZZOLO DORMIENTE

Questa creatura, purtroppo non tanto mistica, è colui che, nelle gelide notti in particolare, si frulla nelle coperte lasciandoti nudo. Si abbozzola ad opera d’arte che neanche i ragni con le loro prede potrebbero far di meglio. E badate che non c’è nulla da fare! Anche tirando non riuscirete a strappare un lato della coperta!

2_ IL BIPOLARE

Il bipolare è colui che sembra tranquillo ma poi improvvisamente durante la notte, quando tu sei nel più beato dei sonni profondi, gli parte l’attacco maniacale e si agita nel sonno come una piovra assassina. Calci, pugni, balli del letto! Ma non temete, se resistete senza cadare dal letto, in pochi minuti tornerà ad essere un docile angioletto…. fino al prossimo scossone!

3_ IL CONQUISTATORE

Il conquistatore è il più subdolo. È colui che si appropria di un pezzo di letto alla volta. Piano piano, magari perchè voi per una frazione di secondo vi siete ritirati nel girarvi o nel raccogliervi per il freddo, lui conquista spazio.. sottraendovelo! E non si ferma mai! Peggio di un segugio percepisce quando voi state per rigirarvi, quasi vi anticipa e in men che non si dica …andrete a dormire sul divano!

4_LA BELLA ADDORMENTATA SCOMPOSTA

La bella addormentata scomposta racchiude più entità in una. È quella persona che dopo essersi addormentata non si sveglia più con niente, manco chiamandola per nome riuscite a destarla. È “bella” perchè al mattino si sveglia fresca come una rosa, neanche un segno di occhiaia e pure allegra! Al contempo è scomposta perchè si riesce ad addormentare nelle posizioni più assurde!

5_ IL MORTO

A quest’ultima categoria appartengo anche io. Il morto è colui o colei che si addormenta e sveglia nella stessa posizione. Fisiologicamente è impossibile che non si muovi durante la notte, ma è coerente nel suo inizio e nella sua fine. Il problema è che spesso è pure abitudinario! Si addormenta quindi quasi sempre nella stessa posizione; tanto che quando dorme fuori nei primi secondi del risveglio si spaventa, disorientato non capisce dove si trova!

E voi che tipo di dormitore siete?

-Lilla

Benessere

Ho iniziato il nuovo anno con due letture veloci ma molto impegnative dal punto di vista emotivo: “Dall’altra parte” e “La mia vita scritta con gli occhi”. Il primo libro scritto da 3 medici che si sono ritrovati improvvisamente ‘dall’altra parte’, ossia nel ruolo di pazient, e il secondo scritto letteralmente con gli occhi da una signora colpita dalla SLA. Oltre ad essere scritti di inno alla vita -ottimo argomento per iniziare l’anno-, offrono anche ottimi spunti di riflessione. In primis su cosa voglia dire fare i conti con una malattia mortale/invalidante e in questo caso quello che più mi ha colpito è la forza umana di fronteggiare le avversità. Ognuno lotta per la sopravvivenza, non si arrendono (sottoponendosi a 3 o addiritura 6 interventi) e dopo la malattia ritrovano un nuovo modo di vivere, diverso, senza dubbio peggiore, ma coi suoi lati positivi: l’amore per la vita, spesso data per scontata, diventa per l’appunto la chiave di lettura! Nessuno sa in anticipo come reagirà di fronte alle difficoltà ma di sicuro, da queste testimonianze, siamo capaci di grande adattamento. La vita di questi quattro protagonisti e la loro capacità di accettazione dello status di malato mi hanno fatto capire a pieno il concetto di “benessere”. Oggi l’OMS da’ una definizione piuttosto moderna di salute: ” benessere fisiologico, psicologico e sociale”, non più assenza di malattia.

“Dall’altra parte” inoltre apre alla riflessione sulla complicata figura del medico. Un medico/infermire oggi deve guarire certo, a ritmi incessanti ma in più è sottoposto a vivere emozioni così forti, violente e drammatiche. Non mi ha stupito leggere tempo fa diversi articoli sullo stress lavoro correlato degli infermieri, dato, non solo dal lavoro a turni, ma anche dall’impatto emotivo delle situazioni che affronta. In più al curante si chiede di essere “umano”. E certo perchè un paziente non vuole sentirsi un numero, uno dei tanti, non vuole semplicemente essere curato: vuole ricevere conforto, essere umanizzato! E quindi il curante non può mettersi la maschera di ghiaccio -per non essere travolto dalle emozioni- per non risultare un robot, ma non può neppure farsene travolgere, anche perchè se crolla lui poi come fa il paziente ad essere incoraggiato? La comunicazione è alla base del rapporto medico-paziente, il paziente va capito ed ascoltato. Gli va dedicato il suo tempo. E oggigiorno si fa difficile: tutto è informatizzato, poco tempo da dedicare e molti medici non vedono più il lavoro come una “missione” ma come un mestiere che fa guadagnare e sono desensibilizzati dalla situazione. Mi ricorda un po’ il film “Un medico, un paziente”. Ci vuole anche un po’ di empatia, concetto di cui spesso si abusa, ma qui inteso, per citare la professoressa Delle Fave: “riconoscere e sostenere le emozioni del paziente”. Lasciare spazio alla comunicazione ed esternazione delle emozioni, facile a dirsi ma difficile in pratica temo.

Questi libri mi sono inoltre piacciuti proprio perchè, scritti in prima persona e trattando un argomento tanto personale, a fine lettura ti sembra quasi di chiacchierato che loro. Ognuno ha il suo stile e la sua voce, non so come dire se non che sono umani, sanno di vita!

Voi che esperienze avete con i medici di cura? Come intendete il concetto di benessere? Fatemi sapere!

Buona giornata,

Lilla

Non saper dir di “no”

Bene quanti di voi stanno traslocando una casa non propria? Raccogliendo la pupù di un cane non vostro? Ospitando persone che non volevate ospitare? Risolvendo problemi di coppia non vostri?…. bene oggi mi rivolgo a voi benevoli creature. Dopo tutto chi sa pronunciare con facilità quella sillaba tanto odiata quando rivolta a noi? “NO” !

E niente così ci si ritrova a lavorare a gratis, a fare sorrisini di finto amore, a dire “ma figurati” pensando a quante altre cose avreste potuto fare invece di essere lì. Che poi non si tratta di amicizia, altruismo, bene per il prossimo e tanto amore… no! metà delle volte è solo colpa di quella stra maledetta “BUONA EDUCAZIONE” che ci hanno inculcato fin da piccoli. E così ci riduciamo a fare cose che non ci piacciono per persone che, molto spesso, non ci piacciono! Ma niente da fare, è più forte di noi! Siamo come il prezzemolo: in ogni diatriba, difficoltà, problematica noi giungiamo a risolvere il problema. Ci infiliamo in situazioni improbabili e ci ripetiamo continuamente “ma chi me lo ha fatto fare?” !! Noi, siamo noi i veri colpevoli! E solo con noi dovremmo prendercela perchè, vuoi la buona educazione, vuoi la peccaminosa onnipotenza (che ci fa pensare che senza di noi le cose saranno fatte male), il “certo ci penso io tranquillo/a” ci esce dalla bocca spontaneo. E l’altro, più meschino/disperato che mai, fa gli occhi a stellina. E zac! È fatta! Siete ufficialmente nel vortice dei favori regalati. Perchè, una volta fatto uno, non potete dire di no ai successivi! Infatti -sempre per quei principi di buona convivenza inculcateci- non potete fare differenze con gli altri parenti/amici/conoscenti! Vi ritrovate in ballo e ballate! Penserete prima “ho fatto un buon gesto”, poi “sarò ricambiato” ed infine la vostra pazienza arriverà al culmine e quelle due letterine mai dette prima ora usciranno con tanta facilità!

Ma state molto attenti perchè il Karma, che fino a quel momento se ne stava silente, giungerà carico di biasimo e così a suon di “no” tornerete sulla pia strada! Non c’è nulla da fare per quelli come noi, razzoleremo sempre male pur seminando bene!

Buona donazione di organi a tutti!

-Lilla

I nostri amici a 4 zampe

Salve a tutti! Oggi parliamo dei nostri docili e subdoli animaletti domestici. Se rientri nella categoria unicorno dei padroni di creature angelicate o possiedi solamente un pesce rosso, bè chiudi questo articolo e rimani nel tuo mondo fatato da tutti noi invidiate! Alla maggior parte di voi invece, che come me ha fatto l’errore fatale di invaghirsi di un battuffolotto di pelo innocente per poi scoprire di essersi portato a casa una scimmia alata del mago di Oz, bè dico NON SIETE SOLI! Lasciate parlare una che nel giro di un weekend si è ritrovata in casa 2 cani, 1 gatto e innumerevoli tartarughe. Certo l’avere parenti veterinari abbagliati dalla bellezza dei tre mammiferi non ha aiutato ma diciamo che pure io non mi ero accorta di cosa celavano quelle bestiole! Partiamo da lei, la principessina di casa: la nostra maltesina. È così delicata a vedersi, sempre elegante con quel suo pelo lungo che danza mentre cammina…. pelo che richiede 50 colpi di spazzola mattina e sera e che devi portare in braccio dopo 500 metri di passeggiata, cagnolina che non righia ma in compenso piange ogni volta che entri in un negozio impedendoti ogni tentativo di shopping! Se tra voi c’è uno shopper compulsivo me lo dica: è la cagnolima che fa al caso vostro! E passiamo al suo inseparabile compagno di malefatte: il vagabondo della situazione. Il cane salvato dalla strada che vi sarà sempre riconoscente… ma anche sempre affamato! Per cui farete l’errore di allungargli qualcosa dal tavolo – sempre inteneriti dallo stesso sguardo amorevole che ve lo ha fatto portare in casa- ma badate, in ben che non si dica il cucciolotto si trasformerà in 20 kili di bestiola e quel piccolo vizzietto si trasformerà nel pensiero costante di “mi magno te e la tua famiglia mentre state a tavola se non mi allunghi subito qualcosa” e come se non bastasse con una zampa o il nasone vi pungola per ricordarvi la sua ingordigia. E allora no, provate a sgridarlo… ma eccolo tornare improvvisamente un cucciolotto con quegli occhietti ipnotizzanti tanto tristi! E niente da fare per l’ennesima volta vi fate fregare! E così abbiamo il cane che vi mangia una costola e all’opposto la amica anti-shopping che vi fa risparmiare. Ma non è finita qui! Ricordiamo l’esserino dalle orecchie a punta, quella che vi caccia dei “MIAO” incavolati se i grattini non sono come vuole lei, se non la state osannando come vuole, se per disgrazia l’ora x della sua pappa è passata da circa 5 secondi o se nel cuore della notte vi da una zampata sonora in faccia e, dopo avervi svegliato malamente, vi fissa dolcissima facendovi capire che vuole giocare! E non scordiamo le sue arci nemiche: le tartarughe. Quelle che cerca di disotterare quando vanno in letargo e che, sempre con quel “MIAO” le fissa chiedendovi il permesso di giocarci. Sempre quel Miao poi sentite quando la banda bassotti si riunisce e quella con le orecchie a punta lancia dai mobili più alti le cose a terra per farle sbricciolare dagli altri due! E si in questo caso ringraziate pure il Miao delle malefatte, perchè quando vi è silenzio, come coi bambini, vuol dire che sta succendo qualcosa di serio e molto probabilmente dovrete andare da ikea ( lasciando la maltese a casa) il giorno dopo per ricompravi metà della casa che in silenzio e tranquillità è stata distrutta.

E così la mattina ti alzi col colpo della strega (ovviamente i 3 moschettieri appena citati ti occupano tutto il letto, anche qui col solito stratagiemma lo hanno espugnato), le occhiaie (per i grattini e i giochi delle 3 di notte col gatto) e ti ritrovi una banda da nutrire -tartarughe comprese- pupu da raccogliere, cani da spazzolare, giochi rumorosi sparsi a terra (che se li pesti il tuo cervello ancora in catalessi esplode) e preparando il caffè ti dici “buongiornissimo a me”.

Ma poi lo sappiamo, questi errori li ripeteremo sempre perchè in fondo ci danno così tanto …e soprattutto ci tengono in pugno – o meglio in zampa!!

Buona giornata a voi e ai vostri amici pelosi!

Mirtilla

Primo articolo del blog

Salve a tutti! Per voi sono Mirtilla, come la comune bacca alla portata di tutti ma con una “a” finale. Di cosa parlerò qui? Di tutto direi. Sono ironica e sempre allegra ma anche molto, moltissimo polemica! Spero di strapparvi un sorriso e di farvi un po’ di compagnia!

Bene iniziamo!

Tema di oggi: come preparare bene un esame. Premessa essenziale: è da anni che vorrei creare un blog! Ebbene quale momento migliore se no nei pochi giorni che mi dividono da un esame? Sono sicura che capiti anche a voi, avete giornate tranquille, con poco da fare e poi le giornate di studio. In queste ultime la vostra mente elabora sequenze di cose che dovreste/vorreste fare -ma che non potete fare (perché dovete studiare ovviamente)- tali che x tende a più infinito. E così io iniziate ad appuntarvi tutto, perché una volta dato l’esame in quei due giorni di pausa -prima di iniziare a studiare per l’esame successivo- finalmente potrete fare il tutto. Ma la triste realtà è che in quei 2 giorni di pausa non farete niente! Avrete da vedere quelle 30 persone che nel periodo pre-esame vi avevano dato per morto e non solo, verranno fuori gli amichetti delle elementari che non vedevate da 20 anni, l’Avis che vi ricorda di donare il sangue, il dentista, le multe da pagare che non si sa quando avete preso (visto la vita da monache di clausura vissuta fino a quel momento), le pulizie da fare per l’invasione dei parenti nel vostro abitacolo, le ore di lavoro da recuperare per continuare a mantenere l’abitacolo …. e quindi niente i buoni propositi vengono messi da parte, pronti a tornare nel prossimo pre-esame. Bene questa volta io mi sono concessa una eccezione: il blog. Chissà magari qualcuno/a di voi mi svelerà come creare il tempo, oppure semplicemente lo perderete con me. Ma tutto questo per dire che non vi darò i soliti consigli: per preparare un esame staccate internet, spegnete il cellulare, bevete mille tazze di caffè e non dormite mai. La verità è che bisogna ottimizzare i tempi… eh come fare? Torniamo alla lista prima citata di cose piacevoli e sempre rimandate. Bene mettetevene almeno una al giorno, un po’ come rinforzo positivo: ho studiato e pra mi premio. Sì, il trucco sta proprio qui perchè facciamo un esame di coscienza: stiamo 18 ore su 24 davanti ai libri ma quanto è il tempo davvero dedicato allo studio? È fisiologico, il nostro cervello ha bisogno di staccare sovraccaricato da informazioni! E quindi impostate delle belle pause, chiamate un amico, guardate un video su youtube, mangiate una caramella, leggete un mio blog e poi riprendete e date il massimo fino alla pausa successiva! Io uso il metodo delle mappette concettuali perchè mi piace pastrocchiare, quindi leggo una 20ina di pagine, realizzo la mappetta e poi PAUSA! E sono brava, in genere mi concedo 10 minuti e si riprende! Niente stress! Per quando devo ripetere non ho ancora escogitato un ottimo piano di salvataggio (per cui commentate se ne avete!) anche perchè poi subentra l’amica ansia dei pochi giorni dalla fatidica data e quindi SI SALVI CHI PUÒ!

Buono studio/lavoro a tutti cari !

Mirtilla